SoCal

Capodanno in #SoCal 

Nel giorno,  che lampi!  Che scoppi. Che pace, la sera.

Il capodanno in SoCal mi ha fatto tornare alla mente due versi della bella poesia di Giovanni Pascoli “La mia sera” che ai miei tempi si doveva studiare a memoria o “by heart” come si dice in SoCal e dintorni.

E sì perché qui, a parte i festeggiamenti della mezzanotte per turisti, tipo quella in Times Square a New York City, non si sparano botti, ribotti, petardi o bombarde come si usa nella nostra civilissima Italia, qui la notte del 31 Dicembre che si affaccia sul primo di Gennaio non sarà squarciata dai lamentosi gridi delle ambulanze e nelle ER ovvero nei pronto soccorso dei vari ospedali gli infermieri potranno serenamente salutare l’anno appena arrivato oziando.

Mentre da noi il capodanno è un momento di rumorosa e concitata festa qui è solo una scusa per festicciole tra amici e, tanto per cambiare, una buona occasione per sonore bevute ma le sparatorie, il lancio di oggetti da buttare e simili non sono cose per il SoCal people. Devo, per correttezza, dire che a circa l’una di notte del primo Gennaio ho sentito il timido botto di un petardello molto molto solo, che tristezza; qui i canini non devono andare a nascondersi in qualche angolo per fuggire gli scoppi, qui, al massimo, possono cercare di scroccare qualche boccone in più dalla tavola della cena di fine anno.

Ebbene sì, la cena dell’ultimo dell’anno si celebra più tardi rispetto agli usuali supper o dinner delle 17:30 – 18:00, la cena di capodanno è normalmente consumata tra le 20 e le 21, giusto per dare agio ai commensali di non dover aspettare troppo a lungo per poter brindare all’anno nuovo a mezzanotte per poi correre a nanna presto.

Giusto per la cronaca dirò che per la mia cena di capodanno ho avuto modo di collaudare, con un discreto successo, i regali di natale ovvero tutto quanto serve per preparare gli agnolotti e i miei “agnolòt piemontèis”, modestia a parte, sono stati assai graditi dai commensali.

Il primo dell’anno è un giorno perfetto se si vogliono visitare le città degli USA senza un gran traffico, la mattina del primo dell’anno è tradizionalmente dedicata alla totale pigrizia anche se molti supermercati e fastfood restaurant sono aperti, sì la mattina del primo è perfetta per gustare un hamburger in uno dei tanti fastfood.

In SoCal l’evento più importante legato all’inizio dell’anno è l’immensa sfilata di carri floreali,  allegorici  e di bande musicali ovvero il Tournament of Roses Parade a Pasadena (nella Contea di Los Angeles) per celebrare l’anno nuovo; tale parata, infatti, viene tenuta ogni anno il 1º gennaio (il 2 nel caso in cui il primo gennaio fosse di domenica). La tradizione della Rose Parade risale al 1890 ed è una festa molto conosciuta negli Stati Uniti e non solo, attrae sempre molti turisti nella città californiana e viene trasmessa sui più importanti network televisivi statunitensi e di molti altri paesi, primo tra tutti il Messico.

La parata, proprio come è accaduto quest’anno, non si può tenere di domenica perché nel 1893 fu stabilita la regola: “Never on Sunday” (Mai di Domenica) per evitare che il fracasso provocato dalle molte bande musicali e dalla presenza di un folto pubblico, circa 700.000 l’anno passato, spaventasse i cavalli in attesa fuori dalle chiese e il conseguente trambusto che avrebbe interferito pesantemente coi servizi religiosi tanto da spostare l’evento al giorno successivo, il 2 di Gennaio. Sebbene non ci siano più cavalli fuori dalle chiese di Pasadena la tradizione anche quest’anno è stata rigorosamente rispettata.

Il 2 di Gennaio ne è stata celebrata la edizione 128 e, tutti i carri allegorici, legati a importanti avvenimenti o alle tradizioni delle mille etnie che convivono in SoCal, devono essere ricoperti da fiori, foglie e cortecce e  vengono preparati da volontari che li allestiscono in moltissime giornate di lavoro nei mesi precedenti la parata.

Uno dei carri più significativi dell’edizione di quest’anno è stato realizzato dalla AIDS Healthcare Foundation per onorare le 49 vittime e i sopravvissuti dell’attacco terroristico alla discoteca Pulse di Orlando in Florida  http://bit.ly/2hO48zU , il carro di Taiwan è stato premiato come miglior carro di un paese fuori dagli USA mentre il carro della UPS ha vinto la posizione del carro più alto del Tournament, qui ci tengono a primeggiare in qualcosa!

Molto divertente il carro più lungo del corteo il “Gnarly Crankin’ K-9 Wave Maker”, con cani surfisti, della Lucy Pet Foundation, una fondazione con cliniche viaggianti per la sterilizzazione gratuita di cani e gatti così da ridurre il più possibile l’eufemisticamente detta “eutanasia” di circa 80.000 tra cani e gatti randagi che vengono eliminati ogni settimana negli Stati Uniti, buttate un occhio su questo video  e ringraziate quei cari generosi canini per i sorrisi che vi strapperanno.

Non tutti i partecipanti erano grossi e baldanzosi come il carro della Lucy Pet Foundation che è stato dichiarato il carro più lungo e pesante di tutta la storia della Rose Parade, la fattoria dell’Ohio Seven Oaks Farm Miniature Therapy Horses si è presentata a Pasadena con sei cavalli miniatura per ippoterapia che però, due giorni prima della sfilata, si sono ammalati così gli organizzatori hanno contattato il SoCal Mini Horse Sanctuary a Hemet e da loro si sono fatti prestare sei tenerissimi pony da parata tra i quali ce n’era uno con la criniera rosa e l’unicorno, tenerezza allo stato puro!

Con il video che segue, realizzato da una televisione messicana, si può virtualmente essere presenti alla parata del 2 Gennaio 2017 (vedi il video). La durata è di circa due ore ma vale la pena scorrere un po’ video per potersi fare una seppur vaga idea di cosa voglia dire “Parata” ovvero “Tournament” in SoCal e dintorni.

Un’altra tradizione direttamente legata alla Parata delle Rose è quella dei cosiddetti “route sitters” ovvero di quei temerari, si fa per dire, che già dal giorno precedente andranno con sedie da giardino e da campeggio, a occupare spazi liberi in prima fila lungo Sierra Madre boulevard e per tutto il percorso della parata così da consentire di gustare lo spettacolo ai sopravvissuti senza dover spendere anche centinaia di dollari per poter ammirare il coloratissimo corteo dalle tribune; l’unico serio problema si presenta la notte quando si fa sentire il freddo ma a quel punto, magicamente, spuntano alcuni giovani liceali in cerca di mance e si offrono di tenervi il posto dalle 21 alle 8 del mattino seguente per 20 o 30 dollari o meglio, al vostro buon cuore e thank you Sir and enjoy the Parade!

La festa, però, non si conclude con l’arrivo dei carri e delle bande musicali allo storico stadio Rose Bowl ma continuerà il 3 con il Post Parade ovvero l’esposizione di tutti i carri su Washington  e Sierra Madre boulevard dove i visitatori, col pagamento di 13 dollari, potranno ammirare da vicino i carri in esposizione guidati da un esercito di volontari vestiti di bianco, i cosiddetti “white suiters”.

Se pensate che la festa sia finita lì vi sbagliate perché già dal 3 di Gennaio si trovano on line “interessanti” offerte per la Rose Parade del 2018 con costi che partono da 990,00 dollari per tre notti in un albergo di Marina del Rey, Ingresso alle tribune e accesso alla Post Parade, se volete fateci un pensierino su.

And Happy New Fear, pardon, Happy New Year to y’all and, please hold the fort!

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Che fai a capodanno?

Bene,se siamo arrivati fin qui, il peggio è passato: siamo passati indenni – o quasi – attraverso le spese della Vigilia di Natale, i miliardi di soldi investiti tra pensierini e regalini e che faccio non compro niente alla figlia della panettiera  che poi sembra una cosa, non ci è esploso il fegato , non abbiamo ucciso la parente di turno che ci chiede della nostra vita sentimentale.

Bravissimi, sono molto orgogliosa. Da qui in poi dobbiamo muoverci con molta attenzione,solo più un ostacolo e poi  arriverà la benedetta Epifania che tutte le feste se le porta via e noi potremmo tornare a mangiare una quantità di calorie sensata e a essere cattivissimi senza far finta di no. Ora, è probabile – arrivati a questo punto – che vi sarete sentiti chiedere “cosa fai/fate/facciamo a Capodanno” dalle 37 alle 54 volte. Al giorno. Si, perché Capodanno acuisce la curiosità un po’ di tutti, che non ho mai capito se te lo chiedono perché gli interessa davvero o perché vogliono disperatamente copiare il programma così da sapere cosa rispondere quando la ruota girerà e loro saranno dall’altra parte della barricata.

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SoCal

La maledizione di Pellegrino

In Calabria, precisamente ad Altavilla di Lopparo, le chiamano Jestigne ovvero “maledizioni bonarie” che, per quanto possano apparire tremende, sono usate quasi in senso scaramantico ironico, e spesso rivolte ai propri familiari. Eccone alcuni esempi: Va joca a ru stiriddu! 
(Vai a giocare alla lippa, come per dire non sai giocare. ) – Chi te vo bbenì na malanova! Malanova chi te vinne! (Che ti arrivi una brutta notizia! ) – Chi vo ammutare! (Che tu possa ammutolire! ) – Chi te via fissa! (Che tu possa essere fesso!) – Chi vo fa a pipita! (Che ti venga la pipita, malattia che ai volatili fa ispessire la lingua)! – Chi te vo mpesà u diavulu! Che ti possa prendere il diavolo! – Chi vo bbeni nu terrimutu a rotedda! (Che possa venire un terremoto rotatorio! ).

Per noi italiani in SoCal e dintorni si potrebbe aggiungere la seguente jestigna: Chi te via Pellegrino! (Possa tu diventare Pellegrino!) ovvero che tu possa diventare Pellegrino Artusi, una delle massime autorità nella storia della cucina italiana.

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Attualità, SoCal

10 regole per un Natale americano

Cuz it is Christmas for rich and the poor ones!

Eh si, Renato Carosone cantava: “Mo’ vene Natale- nun tengo denare – me leggio ‘o giurnale – e me vado ‘a cucca’”. Proprio queste parole mi sono venute in mente ieri mentre mi trovavo in un Dollar Tree market, ovvero un supermercato dove la maggior parte degli articoli costano 1$ + tassa di vendita, l’otto per cento in California.

Ebbene ero in coda alla cassa col mio dollaro e otto centesimi in mano quando carpisco un pezzo di conversazione: “Come sta?”  dice lei, “Bene” risponde lui, “buon Natale” dice lei, lui risponde: “ah sarebbe proprio buono se avessi i soldi per comprare tutti i regali che vorrei e mangiare tutto quello che mi piace!”.

Di colpo mi è venuta in mente, da canzone a canzone, “Happy Xmas (The war is over)” di Lennon, per me una delle più belle canzoni di Natale mai scritte.

Ma bando alle mie malinconie pre natalizie e vediamo cosa succede da queste parti per il Natale.

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QUANDO LA SFIGA SI FA NATALIZIA (COSPLAYER A NATALE)

Probabilmente vi sarà capitato di sentir parlare di Lucca Comics, grande manifestazione che nasce soprattutto come evento per celebrare i fumetti. Col tempo si sono venuti a creare parecchi eventi “gemelli”. Dal Torino Comics al Romics passando per altri luoghi ormai in Italia sono molte le città che sentono la necessità di celebrare il fumetto. Sono occasioni in cui autori poco conosciuti possono avere il loro spazio, editori un po’ indie possono esporre i loro volumi e appassionati di fumetti possono comprare rarità, scambiarsi opinioni e conoscere dal vivo disegnatori e fumettisti (in realtà ovviamente è tutto un involucro per nascondere le reali finalità che hanno tutti gli eventi di questo tipo: dare anche agli sfigati la possibilità di accoppiarsi ). Ma oggi, con l’affermazione della cultura dei videogiochi, degli anime giapponesi e di Youtube questo genere di manifestazioni è diventato un troiaio. Sì. Ho usato la parola TROIAIO.

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Attualità

Natale quasi cinico

Ui uis iu a merri cristmas

Ui uis iu a merri cristmas

And a eppi niu iear!!

Ooooh,và…è arrivato il Natale! Finalmente la smettiamo di postare su facebook inquietanti immagini di candele rosse e vischio e scritte minacciose tipo -15 GIORNI A NATALE!!!!! Che a me mette un’ansia come quando andavi a scuola e sapevi che c’era l’interrogazione a sorpresa di matematica.

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Attualità, Blog

Chi la racconta meglio vince

Per chi ci vive, Giaveno è il posto migliore del mondo.

Lo dico con cognizione di causa perché io a Giaveno ci sono nata e vi ho abitato per 32 anni. Poi mi sono trasferita ad Avigliana e dopo un primo periodo di sprezzante rifiuto e tiepida integrazione, oggi posso dire che amo la mia città e ne apprezzo tutte le risorse e lo stile di vita al punto che forse non tornerei più ad abitare a Giaveno.
A scanso di equivoci, tanto per inquadrare il discorso, va detto che a Giaveno il sentimento di orgoglio e di appartenenza è sempre stato molto marcato, probabilmente perché l’identità del paese è forte e definita. Giaveno è situato in una valle alluvionale, circondato da montagne e boschi, con un centro storico antico e un passato rilevante di cui oggi rimangono poche tracce. Ha però un bel clima e per la sua vicinanza a Torino il paese è stato per anni meta di villeggiatura.

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Blog, SoCal

Macaroni? No thanks!

La simbolica data d’inizio dell’emigrazione italiana nelle Americhe può essere considerata il 4 ottobre 1852, quando venne fondata a Genova la Compagnia Transatlantica per la navigazione a vapore con le Americhe, il cui principale azionista era Vittorio Emanuele II di Savoia e gli italiani, tra la seconda metà dell’ottocento e il secolo scorso, migrarono a milioni negli Stati Uniti.

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Food

I 5 cibi che fanno dimagrire!

Dimmi la verità. Sei già in panico per l’avvicinarsi del natale.  Inizi a sognare  quelle tavolata infinite. I piatti  che strabordano,  la bilancia che urla  il tuo nuovo peso. Voglio ricordarti, con molta cattiveria, che le palestre a gennaio non ti aiuteranno per niente e che i tuoi buoni propositi svaniranno verosimilmente il 10 di gennaio.

Tutti, me compreso, sperano di far scomparire, come maghi, quei chili di troppo con un paio di esercizi. Dovremmo però iniziare a pregare forte (natale è un buon periodo se sei cattolico) perché di miracoli le  palestra non ne fanno e se stai leggendo questo articolo sicuramente non sei un palestrato/a . Però una piccola soluzione c’è. Iniziare a mangiare 5 alimenti che non fanno ingrassare ma anzi hanno il grande potere  di aiutarti a dimagrire.

Ecco i 5 cibi che fanno dimagrire. Sono buoni, sani ed economici.

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Scrittura corsiva
Attualità, Blog

Scrivere a mano ai tempi di Internet

C’era una volta il corsivo…

Quando ero piccola io, e parliamo del Pleistocene, tra i possibili regali pensati per una bambina di 7/8 anni c’era la stilografica.
Era quel tipo di penna col pennino e l’inchiostro che ogni ragazzina ambiva di ricevere. La stilo era la dimostrazione che sapeva scrivere bene e soprattutto non sbavava, lasciando sul foglio quelle sgradevoli macchie di colore che facevano tanto incavolare il mio maestro prima e la mia insegnante d’italiano dopo. E quando si incavolava erano guai!
Nella fase in cui cominciavo a desiderare di scrivere con un mio stile, diciamo durante le medie, avevo preso il vezzo di scrivere tutte le i con un pallino al posto del puntino.
Apriti cielo! La mia famigerata insegnante di italiano si prendeva la briga di cancellarmeli tutti, uno a uno, con una protervia che mi lasciava davvero senza parole.

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SoCal

Dinner, Supper or What Else?

Nei miei primi tempi di vita in SoCal ero un po’ confuso riguardo ai significati di “dinner” e “supper” e, chiedendo a un amico,  mi sono reso conto che la confusione non valeva solo per me.

Al mia domanda: che differenza c’è tra “dinner” e “supper”? lui mi rispose: “Io sono cresciuto nel South il che significa che ho avuto una nonna eccellente cuoca, ma questo vuole anche dire che per tutto il periodo della mia infanzia ero piuttosto confuso sul vero significato del termine “dinner”. La maggior parte delle persone che conoscevo usavano la parola “dinner” per parlare del pasto della sera e la parola “lunch” per quello mezzogiorno, ma da mia nonna il “dinner” si consumava a mezzogiorno spaccato, c’era poi un altro pasto il “supper” la sera. Forse che i miei volessero prendermi in giro?”

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Blog

Sfogo tecnologico

Ah,la tecnologia è una cosa meravigliosa.

Lo dico davvero, lo è anche per me che ne ignoro circa l’85% . Io sono credo l’unica persona al mondo a scrivere su un blog a non avere il computer a casa.

Non ce la posso fare, passo 9 ore al giorno inchiodata davanti ad uno schermo a fottermi diottrie come non ci fosse un domani, mi rifiuto di far entrare quel diabolico macchinario nella mia tana.

Certo è che, old style o meno, una un po’ di tecnologia la deve accettare, vuoi o non vuoi. E di cose belle ne hanno tirate fuori un sacco, davvero.

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BELLO FIGO VS THE WORLD

BELLO FIGO VS THE WORLD

Non penso di dover spiegare per filo e per segno chi sia Bello Figo. Se non lo conoscevate prima l’avrete sicuramente sentito nominare per il suo epico scontro con niente popò di meno che Alessandra Mussolini su Rete4. Se non sapete proprio chi sia posso sintetizzare in poche parole: Bello Figo è un “rapper” afro-italiano (originario del Ghana) che deve il suo successo ad Andrea Diprè (Me cojoni!) che l’ha scoperto sul web.

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Food, SoCal

From Lunch to Dinner or Early Dinner?

Era l’inizio di settembre del 1984 e io a Los Angeles, poco alla volta, stavo imparando a mangiare, sì a mangiare perché le mie abitudini italiche si scontravano letteralmente con gli usi statunitensi.

Ero arrivato nella grande città per le olimpiadi estive del 1984 chiamato nientemeno che da Frank Gehry, il grande architetto recentemente insignito con la Medaglia del Presidente da Obama, e da Ronald L. Hays un talentuosissimo visual music artist che purtroppo ci ha lasciati troppo presto.

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Quando si dice “regalo perfetto”

Qualche giorno fa è stato il mio compleanno.

Tanti auguri a me, tanti auguri a me.

Cosa mi ha regalato il mio fidanzato? Una cyclette.

Al contrario della mia amica che, quando gliel ho raccontato, mi ha urlato COSATIHAREGALATOOOOO???? Con tanto di occhi strabuzzati credendo che io l’avessi presa come un “si, vabbè, è vero: ha il culo grosso” e già pronta a darmi sfoggio di tutta la sua splendida solidarietà femminile, io l’ho trovato un regalo adorabile. Intanto perchè significa che ha ascoltato gli ultimi 4 mesi di lamentele sulle effettive dimensioni del culo di cui sopra – nonostante più di una volta l’abbia sorpreso con lo sguardo appannato della triglia surgelata e le sue rassicurazioni assumessero a tratti forma di litania – e soprattutto perchè finalmente posso tornare a fare un po’ di movimento. Sembrerà folle, ma mi è mancato.

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Robert Mapplethorpe

Cosa pensereste di un ragazzo che ruba una stampa originale di William Blake per poi farla a pezzi e gettarla nello scarico del wc?
Probabilmente nulla di buono; ma le cose cambierebbero se questo ragazzo si chiamasse Robert Mapplethorpe?

Al Cinema Classico in Piazza Vittorio Veneto a Torino, l’8 e il 9 novembre, abbiamo potuto assistere a un documentario che ripercorre la vita e l’arte del fotografo più provocatorio del ’900. Per chi se lo fosse perso, niente paura: Robert Mapplethorpe. Look at the pictures è distribuito in DVD da tutti i principali store online e non.
L’uscita del film riapre il dibattito su una delle più affascinanti figure dell’arte contemporanea. Dopo aver frequentato il Pratt Institute, il fidanzato spettinato di Patti Smith ai tempi del Chelsea Hotel, scopertosi presto gay e per nulla timoroso nell’esternarlo in un periodo storico, gli anni ’70, di grande liberazione sessuale ma anche di (ancora) grandi tabù sull’argomento, vive i suoi primi anni da artista creando maggiormente assemblage, oggetti, installazioni. Saranno niente meno che le riviste pornografiche per omosessuali ad avvicinarlo alla fotografia.
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video app musical.ly
Attualità, Blog

Musical.ly, la nuova ossessione degli adolescenti

Le 10 cose da sapere sull’app musicale che ha conquistato gli adolescenti

Musical.ly è un app che ti consente di fare mini clip musicali di 15 secondi in cui balli e canti in playback su brani famosi e ai quali puoi applicare effetti sonori o visivi.
Hai solo due possibilità di conoscere Musical.ly: la prima essere un adolescente, la seconda essere genitore, o fratello/sorella di un adolescente. Gli insegnanti e gli educatori li escludo, arrivano sempre tardi 🙁

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SoCal

A very special lunch, or dinner?

Finalmente nei primi anni 80 si ricominciò a vivere un po’ più serenamente dopo oltre 10 anni di pesante strategia del terrore. La voglia di vivere aveva ripreso impulso, si usciva di più, si era un po’ più festaioli e la ricerca dei piaceri della vita per molti era un’operazione indifferibile. Con gli anni 80 arrivò in Italia il così detto “edonismo reganiano” che oltre ad averci rifilato il fenomeno degli yuppies aveva dato l’abbrivio a ricerche sempre più raffinate nel campo del cibo, della ristorazione e non solo. Il grande profeta di questa rivoluzione cultural gastronomica fu Gualtiero Marchesi che nel 1977 aprì il suo primo ristorante a Milano. Gli epigoni furono tanti e l’alta gastronomia, nel tempo, andava assumendo livelli quasi di religione. Senz’altro il culto del buon cibo prese piede e ne ebbi la prova tangibile quando, sarà stato il 1981 o 1982, ad Alessandria andai a pranzare in un ristorante che mi era stato indicato come di raffinata qualità, il proprietario era una persona estremamente gentile e disponibile, il menu ampio e interessante, i vini ottimi e ricercati. Dopo una descrizione delle portate da parte del proprietario feci il mio ordine e, mentre aspettavo, entrò nella sala una luminosa famiglia americana, il papà con la mamma, due figli e un altro signore un po’ più anziano.

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Ufficio Pubblico

Ci sono cose che si possono procrastinare per un tot di tempo ma poi vanno fatte.

Tra queste, ci sono le mattinate “commisioni”, avete presente? Quelle dove ti metti d’ impegno e fai tutte le cose rimandate nei secoli dei secoli. Devi andare a cambiare residenza? Ritirare i sacchetti dell’umido in comune? Fare un giro all’ inps per capire quanti secoli ti mancano alla pensione e poterti angosciare a dovere? Spedire a tua prozia Jolanda il centrotavola a forma di mela cotogna che le hai comprato a Taormina due estati fa? Andare dal medico a farti rinnovare la ricetta scaduta da 8 mesi? Eccola, quella è la mattinata giusta.

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I 5 STATI Più PICCOLI DEL MONDO

Avete mai detto “questo posto è troppo piccolo per me”? Io sì e anche spesso!

Ed è per questo che mia nonna mi diceva sempre, “non ti lamentare di quello che hai, perché al mondo c’è sempre qualcuno che ha meno di te”. Ora dopo molti anni ho compreso quelle parole. Soprattutto dopo aver cercato le 5 nazioni più piccole al mondo.

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Food, SoCal

The perfect breakfast

Primi anni 60, Torino, Italia, un giovane uomo frequentava il liceo e, ogni mattina, doveva alzarsi in orari antelucani, prepararsi, fare colazione, andare alla fermata del tram 22 che da Borgo San Donato lo portava a piazza Hermada e, dopo un viaggio di oltre 25 minuti, entrare nell’austero liceo alle 8 in punto. L’uscita era prevista alle 13:15 e quindi dietro front e fare rientro a casa e, finalmente dopo lungo peregrinare, poteva sedersi a tavola e letteralmente abboffarsi per lenire i tormenti della fame. Dopo pranzo, regolarmente arrivava la piomba che costringeva il giovane uomo a farsi una ricca pennica sino, alle volte, al tardo pomeriggio. Continue Reading

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Sì viaggiare

Quando ho conosciuto il mio fidanzato, trovavo affascinante il suo vivere in campagna, lavorare la terra, avere a che fare con gli animali, seguire il ciclo delle stagioni.

Estremamente romantico.

E lo penso ancora, a parte che mi torna a casa morto di stanchezza una media di 360 giorni all’anno, ma questo è un altro discorso. Il problema è che, se uno lavora in campagna, in linea di massima non abiterà in Corso Regina Margherita a Torino, giusto? Giusto.

Quindi, quando abbiamo deciso di andare a vivere insieme, la scelta non è che sia stata così difficile : troviamo un appartamento dove stiamo io, te, i gatti e 200 mucche oppure mi sposto io dalle tue parti ? Un bel respiro e ci si traferisce in provincia Granda. Bello eh, davvero. Chiaro che ti deve piacere il genere perchè se te prima abitavi a S. Salvario, andavi a lavoro in bici e cenavi stasera al ristorante indiano, domani in quello pachistano, aperitivo in vineria e poi un salto in centro con il taxy e ti trasferisci in un borgo di 400 abitanti, sarà ben meglio che ti procuri degli ansiolitici belli potenti perchè li, se ti va bene, vai a cena alla Pro Loco che fan la bagna caoda una volta l’anno.

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Attualità, Blog

AI WEIWEI

Ai Weiwei a Camera Il coraggio di essere liberi La settimana dell’arte contemporanea torinese arriva come un uragano che si prende con sé addetti ai lavori, entusiasti, studenti e nolenti disinteressati. Del marasmissimo novembrino rimane, fino al 12 febbraio 2017, la mostra Around Ai Weiwei: Photographs 1983-2016 a Camera, Centro Italiano per la Fotografia. Lo spazio museale, per chi non lo conoscesse, è giovane e minimal al punto giusto nel costume contemporaneo; lo staff di pari passo, preparato e disponibile, si presta ogni domenica alle 17.00 per una visita guidata nella vita, nelle immagini e nelle suggestioni di Ai Weiwei. Ma chi è Ai Weiwei?

Questa la domanda che viene posta nel video installato alle porte dell’esposizione. Non si può parlare propriamente di un fotografo: ci troviamo di fronte a un artista dalle mille sfaccettature, come è consuetudine per le grandi menti.

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Blog

SUPERSONIC: CHI ERANO VERAMENTE GLI OASIS

Quando per il film “Grimsby” Sacha Baron Cohen (attore comico britannico famoso soprattutto per alcuni film super trash come “Borat” o “Ali G”) decise di dare un volto all’inglese medio frequentatore di Pub, giocatore di freccette e tifosissimo di calcio, non ebbe dubbi e scelse un look piuttosto simile a quello di Liam Gallagher. Il quale non fu troppo contento della cosa e in un’occasione pubblica si dice abbia minacciato Baron Cohen di pugnalarlo in un occhio. In realtà Liam Gallagher ha poi rettificato: non l’hai mai minacciato di pugnalarlo in un occhio. Gli ha detto che l’avrebbe pugnalato in entrambi.

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Blog, Food

Tè o caffè? Tè grazie

La mia esperienza di Tè

Se il mondo si dividesse fra amanti del tè o del caffè allora sapreste già da che parte sto.
Mi sono diretta verso la mia prima tazza di tè fin da piccola, per un irrefrenabile repulsione verso la colazione col caffè latte, o forse solo per una evidente intolleranza nei confronti del lattosio.
Non mi ha mai veramente coinvolto neppure l’Ovomaltina (credo che qualcuno se la ricordi)  né il cacao, né altri intrugli.
Ricordo che mia nonna paterna, avrò avuto circa 6 anni, mi aveva introdotto al gusto dell’orzo, ma appassionarsi all’orzo è veramente impossibile, diciamocelo dai!
Fare colazione con il tè è diventata poi un’abitudine che è andata a sostituire totalmente il latte tanto che smisi di berlo e a 16 anni ero già una addicted del tè delle cinque, sempre rigorosamente servito con qualche biscotto, manco fossi una romantica donna inglese.
Beh un po’ malinconica lo sono perché qualche volta ho inspiegabili nostalgie per brumosi landscape che peraltro non ho mai visto e se non bastasse, ho anche i capelli rossi.
Non sono una purista o una specialista di tè, sono solo una che lo ama ed è con gli occhioni spalancati e la curiosità che mi contraddistingue che oggi vi racconto qualcosa di questa sontuosa bevanda.

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Food, SoCal

MANGIARE IN U.S.A. ep.1

Sempre mi sono chiesto come mai in inglese non esistesse una precisa corrispondenza col nostro “buon appetito” o con un francese e sciccoso “bon appetit” ma un “enjoy your meal” ovvero goditi il pasto, che spesso può suonare come una minaccia.

L’idioma francese ha colonizzato l’inglese in quanto si tratta di cibo. Nella lingua di Albione gli animali hanno una denominazione di origine sassone mentre le loro carni, quando passano per i fornelli, assumono sembianze galliche, forse per diventare più appetitose; qualche esempio: il vitello, animale vivo, si dice “calf” mentre una volta cotto e messo in un piatto diventa “veal” dal francese “vau”, il manzo dal francese “beuf” diventa “beef” mentre il maiale, “pig”, una volta arrostito diventa “pork” dal francese “porc” e, per finire, il cervo “deer” diventa “venison” avendo origini latine dal verbo “venari” ovvero cacciare e importato sull’anglico suolo dai Normanni nell’undicesimo secolo.

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Attualità

Pubblicità

Già la vita non è facilissima di suo, ma quando ci mettono il carico da 90 diventa davvero insostenibile.

E allora non basta dovresi tirare su ogni giorno al trillo della sveglia, vestirsi, fare colazione, pettinarsi (voi…), affrontare la strada fino al lavoro, sopportare clienti e colleghi per 8/10 ore, risalire in macchina scervellandosi sul contenuto del nostro frigo e sul come assemblarlo, entrare in casa ed essere assalita da eventuali famelici gatti o bambini o cani o mariti, cucinare, sparecchiare e attaccare la lavastoviglie.

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Meglio una vita in ciabatte
Attualità, Blog

Meglio una vita in ciabatte

Fenomenologia degli italiani emigrati alle Canarie

Fabio è un signore di mezza età con una moglie e un figlio che va alle medie. Lui prima era dipendente ma poi ha scelto un lavoro autonomo sul web che gli dà soddisfazioni, lei gestisce un agriturismo in un paese in prov. di Cuneo. Fabio ha anche un padre e una madre anziani e condividono una grande casa. Le cose per un certo tempo sembra vadano bene, poi di anno in anno fra anticipi e saldi, le tasse divorano metà del suo guadagno.
Una sera capita che i ladri vengano a fargli visita e questo fatto comincia a far nascere in famiglia una certa amarezza. Vien voglia di mollare tutto e andar via. Cambiare le cose, smettere di essere delusi dall’Italia, un Paese senza futuro.  In fondo dei suoi 7 cugini già 2 vivono e lavorano all’estero, perché non considerare la cosa?
Fabio comincia a informarsi, valuta la Svizzera, la Germania, finché qualcuno gli parla delle Canarie. Continue Reading

Attualità

IL FU TORINO JAZZ FESTIVAL?

CCleaner Appendino

 

La notizia circola da qualche giorno:

Il Torino Jazz Festival sarebbe stato cancellato dalla nuova giunta.

 Il condizionale è d’obbligo perché in realtà non vi è traccia di nessuna comunicazione ufficiale,la più autorevole e attendibile rimane quella dell’ormai ex direttore artistico Stefano Zenni, che con un post su Facebook annuncia che il festival è stato cancellato e dovrebbe essere sostituito da una breve serie di concerti durante il nuovo Salone del libro, ma è anche vero, che solitamente non si annunciano gli eventi che finiscono ma quelli che nascono.

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SoCal

Brigata Joey – 5 cent per sopravvivere –

IL PICCOLO FUGGITIVO

Era un caldo pomeriggio di giugno del 1959 quando io e mio fratello Luigi andammo al teatro Alfieri di Torino che in estate faceva proiezioni pomeridiane di film. La pellicola in programmazione era “Il piccolo fuggitivo” la storia di Joey, un bambino di sette anni di New York che, vittima di un crudele scherzo, crede di avere ucciso il fratello Lennie e scappa rifugiandosi sulla spiaggia luna park di Coney Island; il bambino attraversa varie peripezie per ritrovarsi al tramonto a trascinare un sacco sulla spiaggia per raccogliere bottiglie e lattine vuote e ricavarne 5 centesimi al pezzo.

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LOST IN THE SUPERMARKET

Il supermercato è un regno più femminile che maschile. Il maschio si aggira senza un ordine preciso all’interno delle corsie. Cerca il latte detergente nel reparto del cibo per animali. Vaga nel reparto frigo riparandosi come se stesse attraversando la tundra. Ma più frequentemente, se vedete un uomo in un supermercato qualunque, lo vedrete al cellulare. Sta parlando con la moglie, con la madre, con l’amante, con la fidanzata… insomma, con una donna. Mugugna frasi tipo: “Extravergine in che senso?” o “Come sarebbe detersivo per parquet? Abbiamo un parquet?”.

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Halloween e Co.

Eeeh, pensavate di scamparvela eh? E invece no.

Halloween.(applausi)

Negli ultimi anni, in Italia ha tentato di prendere piede questa festa che, come tutti sanno, arriva direttamente dagli States; la differenza è che lì sono seri davvero, tutti partecipano, orde di bambini in botta da zucchero che vagano per le strade e suonano ai campanelli pretendendo dolciumi, tutti agghindati come se si fossero rotolati nell’armadio di Lady Gaga. La prendono talmente seriamente che ogni tanto qualcuno ci lascia le penne perché si mangiano twix con le lamette dentro o mele candite avvelenate (vincendo il premio originalità, peraltro) o anziché trovarsi una vecchina gentile che gli porge una manciata di caramelle, dietro la porta c’è un omone col fucile…d’altronde si sa’ che gli americani sono sempre tanto equilibrati. Continue Reading

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CERCASI BARBIERE

Il nuovo culto per barba e baffi

Il barbiere old style è tornato di moda, ce ne siamo accorti dal proliferare di barber shop e dalla fila di maschi seduti nelle nuove barberie, club esclusivi dedicati ai soli uomini dove insieme a tagli classici, rasature ad arte, cura di barbe e baffi si riscopre anche un nuovo stile di vita. Attenzione a non confonderlo con il parrucchiere, niente tagli unisex, il barbiere vecchio stile cura solo barba e baffi!

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Blog, Food, SoCal

CONOSCI FRANGELICO?

Se vi dico Frangelico quanti di voi sanno di cosa stia parlando? Immagino molto pochi o meglio nessuno anche se parliamo di qualcosa che ci è molto più vicino di quanto si possa credere. Il tutto per me parte da Las Vegas dove, due anni fa, stavo cenando con amici nel ristorante Mon Ami Gabi presso l’hotel Paris. A fine cena, la moglie del mio ospite disse di voler sorbire un Frangelico “the delicious italian liqueur, the perfect booze!”, io pensai si trattasse della solita taroccata commerciale e che questo Frangelico non fosse altro se non un prodotto americano italianizzato per motivi commerciali, dopo di allora mi dimenticai di Frangelico e di prodotti italoamericani.

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Attualità

THE WALKING DEAD

SETTIMA STAGIONE A COLPI DI NAUSEA

Una serata come tante, un normale lunedì, dopo una giornata di lavoro, finalmente a casa, ci si prepara per la cena.

Ma è lunedì 24 ottobre!?
Non proprio un giorno qualsiasi: inaugura la settima stagione di THE WALKING DEAD in Italia.


Chi segue la serie da ormai più di cinque anni, sa di cosa parliamo e sicuramente attendeva con una certa ansia l’evento. Continue Reading

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THE YOUNG POPE

QUANDO FARE GLI SBORONI È CONSENTITO: UNA BREVE RECENSIONE DI THE YOUNG POPE

Mi piace Sorrentino forse più come scrittore. Anche se alcuni suoi film sono da vedere, per quanto un po’ lenti, molto wannabe Fellini. In molti casi senza riuscire ad assomigliare nemmeno tanto a Fellini. Uno tra tutti: “Il Divo”, una rivisitazione biografica di Andreotti molto azzeccata che mescola la biografia dell’uomo simbolo della democrazia cristiana con elementi più onirici, a tratti grotteschi. Continue Reading

Blog, Food

7 CONSIGLI PRATICI PER UNA DIETA DIFFICILE

Allora ho deciso di mettermi a dieta.

Circa 47 volte negli ultimi 10 anni, ma stavolta devo farlo per forza.Mi hanno invitato ad un matrimonio il prossimo settembre e, considerato l’esito degli ultimi tentativi (una volta, in preda ad un momentaneo, pesante sconforto, ho pucciato una carota cruda nel ciobar, ma preferirei non parlarne), mi prendo il mio tempo: in sostanza rimanderò fino al 20 circa di Agosto per poi farmi prendere dal panico e nutrirmi a radici e licheni per i successivi 15 giorni così da entrare nel mio vestito americano.

Perchè io ho un progetto.

I have a dream, oserei.

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WEB NATION: GUIDA PER SOPRAVVIVERE ALLA MALVAGITÀ DELLA RETE

 

Dal Nobel a Dylan in poi ci sono stati alcuni avvenimenti che in rete hanno scoperchiato, ancora una volta, il peggio della nostra ormai persa umanità.

Partendo dal Nobel a Dylan (che comunque continua a non rispondere al telefono a coloro che vorrebbero comunicarglielo di persona) possiamo vedere come la web-umanità si sia divisa tra “Ma minchia scrive canzoni mica libbri…” spesso affermato da chi di libro ne avrà letto sì e no uno e per il resto fatica anche solo a leggere gli ingredienti dei quattro salti in padella. Altri, i più estremi, sono partiti con il complottismo ebraico di bassa lega, tipo che il Nobel a Dylan (reale nome: Zimmerman) sarebbe parte di una macchinazione degli ebrei volta a conquistare il mondo. Ed io che il Nobel l’avrei dato a Philip Roth mi sono chiesto cosa sarebbe successo: uno scrittore ebreo che scrisse un libro intitolato “Il complotto contro l’America”. Cosa non avrebbe scatenato? L’Armageddon.

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No vabbè

No vabbè,niente.

Quest’anno vado in giro in ciabatte, mi compro tre paia di Moppine rosa confetto con la faccia di Uan di Bim Bum Bam e mi do il cambio cosi’ fino ad aprile.

Sono una donna e, in quanto tale, non ho mai abbastanza scarpe; non importa se ho decoltè pure dietro la lavastoviglie e uno stivale che mi tiene aperta la porta del balcone: non ne ho abbastanza. Perché ci sarà sempre un giorno in cui arriverò a casa entusiasta del mio nuovo maglioncino color ottanio e mi accorgerò che non so che scarpe abbinarci.

Sono drammi che gli uomini non potranno mai capire,un po’ come quando a loro va via il segnale della televisione sui rigori dei mondiali, ecco.

Poi se ci aggiungiamo che ho fatto un trasloco tre mesi fa e che dopo nove giorni consecutivi di produzione di scatoloni avrei buttato via pure i miei gatti, se mi fossero capitati sottomano nel momento sbagliato. Credo di aver sfoltito troppo il mio parco scarpe e quindi, finiamola qui, avevo una disperata necessità di scarpe.

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Attualità, Blog

WHAT THE F@#K: FENOMENOLOGIA DELLE CHAT GENITORIALI

Si è parlato molto in questi giorni di un fenomeno che contribuisce a creare un quadro piuttosto brutto della nostra società: le chat dei genitori su WhatsApp. Ed è un tema che mi tocca principalmente per due motivi: in primo luogo sono stato testimone di un intero anno scolastico fatto di messaggi su WhatsApp da parte di madri isteriche, le madri dei compagni di scuola materna di mia figlia. Il che ci porta al secondo motivo: avendo visto cose che voi umani non potete neanche immaginare, nonostante mi piacerebbe diventare rappresentante di classe nella scuola, l’ipotesi di trovarmi di fronte a discussioni idiote, processi sommari alle maestre, diatribe su quale sia la madre più irresponsabile e, soprattutto, gif glitterate in occasione del Natale, ecco, questa ipotesi mi allontana parecchio dall’idea di candidarmi.

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Attualità

AMANDA Sì . AMANDA NO. AMANDA KNOX.

 

Prodotto da Netflix e per la regia di Rod Blackhurst e Brian McGinn, è uscito il documentario su Amanda Knox, la principale accusata per l’omicidio di Meredith Kercher.

Ho aspettato a scrivere questo pezzo perché non sono sicuro dell’opinione che me ne sono fatto. A dire il vero non sono sicuro dell’opinione che mi sono fatto di tutta la vicenda.

Innanzitutto la grande assente di tutto il documentario è proprio la vittima, Meredith, una ragazza inglese venuta anche lei in Italia a studiare per l’Erasmus a Perugia come la Knox ma che si è ritrovata morta con la gola tagliata durante la notte di Halloween. Continue Reading

Attualità, Blog

Chi ha paura del gender?

Siamo tutti d’accordo con l’idea che la teoria del gender non esiste?

Evidentemente no se ancora, nei giorni scorsi, il Papa ha fatto riferimento ad istituti scolastici in cui si praticherebbe una colonizzazione ideologica.

Quel che una fetta tra i più conservatori cattolici non capisce (o fa finta di non capire) è che questa fantomatica teoria altro non è che l’idea (meglio sarebbe dire: il dato di fatto) che prima di essere uomini e donne siamo tutti esseri umani. Ed in quanto esseri umani la mascolinità piuttosto che la femminilità altro non sono che costruzioni sociali, fortemente legati al contesto storico-culturale in cui si vive. Continue Reading

Attualità

San Salvario Drug

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San Salvario come la mia vecchia Tetti Francesi.

A San Salvario sono tornati gli “scioppini”. Tornati, perché quando i miei nonni si trasferirono in questa zona negli anni settanta, San Salvario non era sicuramente quella di oggi ed è dovuto passare del tempo e molto lavoro, per far diventare IN una zona OUT.

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Attualità, Blog

Olimpiadi sì, Olimpiadi no, la terra dei cachi

Negli ultimi giorni i media nazionali hanno posto molto rilievo alla questione candidatura olimpica di Roma per l’edizione 2024 dei Giochi.

Sono molte le persone che hanno borbottato di fronte al no deciso dalla giunta capitolina, come a voler ammettere che l’Italia, per un suo rilancio, abbia bisogno di iniezioni di denaro sotto forma di finanziamenti, in questo momento ottenibili solo sbloccando fondi speciali.

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The Beatles: Eight days a week

Good morning.

Avrò avuto undici anni o dodici. È inutile dirvi che le cose erano diverse da oggi. Nella casa di campagna dove andavamo in vacanza, per dirne una, non avevamo il telefono. La televisione sì. Ma in bianco e nero.

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Attualità

Di letterine, autoreferenzialità ed altre cose

E’ rimbalzata sulle maggiori testate e sui social la foto della lettera scritta dal papà di Mattia alle maestre in cui si denuncia la scelta di non far svolgere i compiti estivi al figlio.

Una lettera boriosa in cui si sottolinea come la categoria degli insegnati abbia a disposizione nove mesi su dodici per insegnare nozioni, ed i genitori ne abbiano solo tre per insegnare a vivere. Come se nel corso degli altri nove mesi i genitori non ci fossero e come se famiglia e scuola non fossero istituzioni fatte per remare nella stessa direzione. Continue Reading

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ROUNDABOUT. NON È UN PAESE PER ROTONDE.

 

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Diciamo la verità: in Italia abbiamo delle serie difficoltà a rispettare i segnali stradali. Ci sbattiamo a studiare i quiz di scuola guida come conigli in calore ma lo facciamo con lo spirito godereccio che caratterizza un qualsiasi concorrente di OK IL PREZZO È GIUSTO o, al massimo, SARABANDA. LA INDOVINO CON UNA!!! Vorremmo urlare dopo aver letto una di quelle domande che sembrano uscite da un verbale dei Carabinieri: SE LA LANTERNA SEMAFORICA SEGNALA ROSSO COSA INDICA? Un momento. Che cosa minchia è la lanterna semaforica? L’abbiamo sempre chiamato semaforo. Lo chiameremo semaforo per il resto dei nostri giorni, sia che rimarremo pedoni, bocciati da questo
ingegnere della motorizzazione maschilista e con l’alitosi, sia che prenderemo la fottuta patente e finiremo in coda la domenica nel parcheggio dell’IKEA.

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L’insostenibile pesantezza del commesso a righe.

 

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La mia è una battaglia senza esclusione di colpi. Quella con i mocassini. Ecco. Io non credo nei mocassini. Da barca, con la nappa, con la suola a carro armato (noooo!), con una qualche medaglietta sul collo del piede, tipo un’onorificenza per avere il coraggio di mettere delle scarpe così di merda.

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Perché non siamo mai stati #Charlie

 

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Nel corso della settimana passata è impazzata la polemica circa la vignetta di #Charlie Hebdo riferita al terremoto che ha colpito le regioni del centro Italia.

Essendo un’assidua frequentatrice di social network ho potuto leggere i commenti più disparati tendenzialmente legati dal filo conduttore del “Non sono più Charlie”, con chiaro riferimento all’hashtag #JeSuisCharlie nato e cresciuto sull’onda emozionale degli attentati del 7 gennaio 2015.

La nuda e cruda verità è che in realtà noi non siamo mai stati Charlie. Continue Reading

Dessert & Dolci, Ricette

Lingue di Gatto

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Forse non tutti sanno che il 17 febbraio, in Italia, ricorre la Festa Nazionale del Gatto. Gattofili, gattari, amanti degli animali e padroni di gatti di tutta la penisola si cimentano in iniziative artistiche e solidali a favore di questi animali. Se anche voi volete rendere omaggio al vostro adorato felino, o più semplicemente volete gustarvi una buona merenda a base di deliziosi biscotti, le Lingue di Gatto fanno al caso vostro!

Questi squisiti dolcetti sono un classico della pasticceria dall’aspetto inconfondibile:  la loro forma sottile ed allungata ricorda proprio la lingua dei gatti, ed il loro sapore delicato e burroso vi farà fare letteralmente le fusa di piacere. Per quanto riguarda la loro preparazione non temete, non avrete alcuna gatta da pelare: pochi e semplici ingredienti, ricetta facile e veloce, la riuscita è garantita!

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Dessert & Dolci, Ricette

Nocciole Pralinate

nocciole pralinate

Oggi una facile e buonissima ricetta! Le nocciole (o mandorle) pralinate!  Praticamente mangiarne una vuol dire entrare in un vortice dove è possibile uscirne solo quando non ne avrete più davanti o quando in testa entrerà in circolo quella voce che vi dirà ” Ehi tu! Ricordati che sei a dieta!”. Eppure le nocciole pralinate sono semplici e veloci da fare. Quindi non perdiamo altro tempo e buttiamoci sui fornelli! E come dicono a Torino: “Jammo bello Uaglio” Continue Reading

Blog, Le cose che fanno bene

Perché mangiare le castagne.

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In questo periodo dell’anno non puoi fare un giro per il centro in città senza sentire il loro profumo. Senza vedere negli angoli delle strade affollate, signori che in continuazione muovono senza sosta la loro pentola forata. Le castagne sono le reginette dell’autunno. Ma andiamo a capire cosa si cela dietro, anzi dentro, di loro.

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NUMERI & PROPRIETA’ CURATIVE

La castagna è composta per metà da acqua, 48,6 %, da carboidrati, dal 2,40 % di proteine, dal 2,24 % di grassi, dall’8,1 % di fibre e dall’1,1 % di ceneri;
Contengono anche la vitamina A, B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5, B6, B9, e vitamina C.
Gli aminoacidi presenti nelle castagne sono: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, isoleucina, fenilananina, istidina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina
Senza glutine quindi amico celiaco abbuffati!
Per coloro che soffrono invece di inappetenza (persone invidiate da tutti noi panza-muniti) e di anemia le castagne sono consigliatissime. Oltre a far venire fame è un frutto che abbonda di fibre, quindi addio Bifidus-Activo! 
Ma le doti curative non finisco qui, ricche di minerali sono un toccasana per chi soffre di stanchezza cronica o chi deve riprendersi dall’influenza. In effetti le castagne sono ricche anche di potassio, fosforo, zolfo, magnesio e sodio. Praticamente è come leggere la scatola di un integratore di sali minerali che solitamente vediamo nei supermercati o in farmacia.
Per coloro che sono allergici al latte i marroni possono essere l’alternativa giusta. Un problema potrebbe essere la “classica” zuppa con i biscotti però.
Vitamina B e fosforo contribuiscono poi al mantenimento dell’equilibrio nervoso.

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LE COSE CHE FANNO BENE ALLE DONNE

Ma passiamo al piatto forte. Come abbiamo detto le castagne sono ricche di vitamina C. Che proprietà ha la vitamina C? Antiossidanti ed è molto utile anche per la formazione di collagene. Quella cosina che rende la pelle elastica, quindi meno rughe.
La vitamina B9 è utile per la sintesi del DNA e per la produzione di globuli rossi; una delle cose che più colpisce delle nostre amiche marroni è che questo frutto autunnale durante la gravidanza protegge il feto da alcune gravi patologie.
Le castagne sono ricche di carboidrati e anche se molti pensano che sia un frutto che faccia ingrassare, in realtà le castagne contengono pochi grassi, molta acqua ed il loro apporto calorico non è molto alto. Quindi se siete a dieta non preoccupatevi, non saranno certo le castagne a farvi sgarrare, anzi.

Blog, Salse

I 5 segreti per un Bagnet Verd da urlo

Il Bagnet Verd è una salsa e come tutte le salse, insegna il Maestro Gualtiero Marchesi, “deve sottostare alle regole dell’equilibrio: completare il gusto del piatto facendosene complice e non tiranna”. Dopo aver visto all’azione i concorrenti del II Festival Internazionale del Bagnet Verd e chiesto a massaie, cuochi amatori, professionisti stellati e giovani promesse della cucina piemontese i loro segreti, approfondito opinioni e tecniche, creato dibattiti in famiglia su ogni risvolto della mitica salsa, ecco la nostra sintesi.

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Blog, Dessert & Dolci, Francia, Ricette

Tarte taTin

Tarte Tain

Tra antiche tradizioni e leggende, c’è un detto che dice che la Tarte Tatin risulti perfettamente solo una volta ogni quattro. Proprio per questo motivo non ho mai voluto cimentarmi nella preparazione di questa particolare torta fino ad oggi! La Tarte Tatin nasce in Francia in un ristorante nella regione del Centro gestito dalle sorelle Tatin.

Una domenica, mentre Stephanie Tatin preparava il consueto dolce alle mele per dei cacciatori, si dimenticò di mettere la pasta brisèe alla base della torta, facendo così caramellare in forno le mele con il burro e lo zucchero. Per rimediare al terribile errore, la sorella decise coprire le mele con la pasta e poi di capovolgere la torta, ottenendo un’inaspettato capolavoro.

Per preparare la Tarte Tatin, in realtà non abbiamo bisogno di molte cose perché non richiede preparazioni difficili o impegnative, tuttavia richiede attenzione e per chi come me la prepara per la prima volta, anche un po di fortuna!

Vediamo gli ingredienti:

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Blog, Video

Festival del bagnetto verde

Il bagnetto verde diventa internazionale.logo vettoriale2 (1)

La secolare tradizione di famiglia e la raffinata tecnica di chef stellati si incontrano domenica 4 ottobre in Piazza Madama Cristina al Festival Internazionale del Bagnet Vert.

50 concorrenti, 5 professionisti del settore nella giuria tecnica, 3 premi in palio, 1 ora e mezza per la preparazione, 1 unico e leggendario protagonista: il Bagnet Vert. Esempio di come la semplicità in cucina, solo 7 ingredienti, possa diventare un’arte grazie ai segreti e alla tecnica. Variazioni possibili con ingredienti “altri” come peperoncino, tuorlo sodo o capperi,le origini del Bagnet Vert si perdono nella notte dei tempi: sebbene sia nato in Piemonte di fianco al bollito, si ritrova “in tutte le salse” in numerose regioni d’Italia. Continue Reading

Blog, Video

Gli ultimi urlatori di Porta Palazzo

 

Porta Palazzo

È Toni che lo conferma “non ci sono più gli urlatori che c’erano una volta”: classe ’71, dall’età di 6 anni scorrazza (e lavora) tra i banchi del mercato più grande d’Europa, è la fonte tra le più autorevoli per quanto riguarda lo sviluppo e le abitudini del mercato la cui storia affonda le radici addirittura nel Medioevo. Non c’è più il fiume quotidiano di gente dedita ad acquisti che c’era fino a 10 anni fa e i ‘mercatari’ non sono più impegnati nei grandi show di slogan e richiami per spiccare tra la concorrenza. Rimangono gli ultimi, divertiti e divertenti affabulatori, voci che echeggiano tra i coloratissimi e ordinati banchi di frutta e verdura o nel padiglione del pesce fresco.

Rimane Majed tra pesche, banane e succosi fichi d’India a 1,19€ al chilo, c’è Gianni che direttamente da Catania ha portato a Torino i sapori della sua Sicilia e il “buttadentro” del banco del pesce più esibizionista.

Ultime voci di un’identità unica in questa Torino cosmopolita.

Di Silvia Lombardi

Riprese di Gianluca Vitale

GUARDA IL VIDEO

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Sai di formaggio. Cheese 2015

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Siete stati a Cheese 2015? Non ditemi di no perché vorrebbe dire che vi sareste persi una grande manifestazione. Se invece vi state chiedendo che cosa sia Cheese allora vi consiglio di cambiare sito e iniziare a leggere altro.

La decima edizione della manifestazione con più lattosio d’Italia ha, secondo il mio modestissimo parere, letteralmente spaccato!
336 stands di 23 nazioni, se contiamo anche l’Italia, hanno invaso la bella Bra. Migliaia visitatori hanno Bramato un pezzo di formaggio. Morbidi, stagionati, alle erbe, di mucca, di capra, di mucca e di capra alle erbe, insomma ce n’era per tutti i gusti.
Ma andiamo a scoprire la classifica delle cose che mi hanno colpito di più di Cheese ’15.
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Spaghetti all Carbonara

La Carbonara

Questa estate sono stato in Portogallo e una sera nei pressi della bellissima città medievale di Guimaraes ospiti da amici portoghesi mi sono messo ai fornelli per condividere l’amore per la cucina..piccolo problema..cosa cucinare?

A scegliere la carbonara è stato Josè, figlio dei nostri amici (conosciuti tramite AirBnB) che con mi ha detto:  “Gianluca, il piatto preferito della mia fidanzata è la carbonara”.

Dopo mezz’ora eravamo tutti seduti intorno al tavolo a mangiarci un bel piatto di spaghetti allacarbonara..

Piccolo dettaglio: Mancava Bruna la fidanzata di Josè.

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Asia, Blog, China

Zha jiang mian. Il ragù cinese.

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I Zha Jiang Mian di Zhu Ge

Prendi la meravigliosa città di Lucca in una mattina di novembre, aggiungi una troupe cinematografica cinese, con tanto di star del cinema cinese, e metti tutto in una villa del settecento.

Ah già, e poi ci vuole il cuoco.

Il cuoco in questione di cognome fa Zhu, che si pronuncia giu, ma tutti lo chiamano Zhu ge, che significa “fratello Zhu”. No, non è un frate, è solo che i cinesi si rivolgono così ad una persona più grande e verso la quale provano profondo rispetto. Zhu ge è il responsabile della troupe cinese. È uno abituato a dare ordini, ed a farsi obbedire. Oggi però c’è una missione molto importante da compiere, un compito che questa volta non può delegare a nessuno: cucinare il pranzo per le star e per il CEO della casa di produzione. Un compito per Zhu ge.

la testa luccicante di zhu ge

Il cavallo di battaglia è il classico della cucina  pechinese: gli zhajiangmian, praticamente degli  spaghetti al ragù in versione pechinese.

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a  giocare, e allora Zhu ge comincia ad armarsi di pentole, mestoli ed ingredienti. Il “set” per questa performance culinaria è la cucina di una Villa di Nobili, gentilmente concessa dal signor Stefano, uno degli autisti della troupe italiana che affianca quella cinese, discendente di questa casata nobiliare. La villa ha tutto quello che deve avere per essere in tutto e per tutto una villa nobiliare. In questo ambiente così sfarzoso, una cucina dall’aspetto rustico, che ricorda di antichi saperi e tradizione: una cucina che sicuramente non ha mai visto una pietanza cinese in vita sua!

Zhajiangmian e la sua storia.

Zhajiangmian significa letteralmente “spaghetti al sugo fritto”, è una ricetta che affonda le sue radici in 2000 anni di storia. Sull’origine si sa poco, ma si sa come divennero “pechinesi”: pare infatti che quando i battaglioni della dinastia Qing conquistarono le regioni interne della Cina entrarono nella città di Xi’an, passando davanti ad una bettola di zhajiangmian. L’imperatore, l’imperatrice e la scorta imperiale si fermarono per rifocillarsi e rimasero conquistati dal sapore di questo piatto, tanto che l’imperatrice ordinò di far portare il cuoco alla corte di Pechino. Da quel giorno, gli zhajiangmian diventarono uno dei più celebri piatti pechinesi.

Cenni di ricetta

Il ragù in “salsa” cinese necessita di diverse verdure, di un po’ di carne, del tofu, e molta salsa piccante! Con tutti gli ingredienti pronti ai loro posti il “ciak” non è quello del regista ma il suono del coltello che affetta cetrioli, zenzero e cipollotto sul tagliere, e allora “azione!”.

In circa due ore gli ingredienti si sono uniti armoniosamente nella padella, esalando un profumo fantastico che non ha potuto lasciare indifferenti gli inquilini dal sangue blu della villa. Il nostro Stefano, dismessi momentaneamente i panni dell’autista ha riconquistato tutto il suo aplomb da nobile, si avvicina cauto alla pietanza. Zhu Ge li fa cenno di assaggiare, Stefano allora afferra dei crostini, li affonda nel ragù e li porta alla bocca e, mmm! “Anche io voglio mangiare questa roba, mica il catering di cucina italiana della nostra troupe!” il commento a caldo in spiccato accento lucchese al quale non è necessario aggiungere altro.

Gli attori, il regista e il CEO hanno lasciato il set e fanno il loro ingresso nella villa. Ad attenderli, nella sala affrescata, una tavolata dove troneggia una grande ciotola di zhajiangmian fumanti, splendidamente affiancati da due bottiglie di Brunello di Montalcino dei Barbi offerte dal padrone di casa. Le porte della sala si chiudono.

Stooop! Buono! Zhu ge, missione compiuta!

Vi consiglio infine di guardare il video qui sotto. Gli Zha Jiang Mian passo dopo passo.

Fabio Nalin

 

Blog, Ricette

Pane con pasta madre

Pane Pasta Madre

Oggi comincia la collaborazione con Ilaria Fioranti. Una vera e propria artista dei fornelli ma non solo.  Insipido.it collaborerà con http://fatasaggina.jimdo.com/, il blog personale dove potrete trovare un sacco di cose simpatiche ma soprattutto utili. Ma su insipido si cucina no? Quindi partiamo con la prima ricetta che Ilaria ha fatto

Senza pane e senza vino, l’amore non è nulla (Proverbio Francese.)

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Brezel. La merenda più antica del mondo

brezel

Ieri stavo facendo un po’ di ricerca per decidere quale piatto fare la prossima settimana. Non so come ma ad un certo punto ho scritto ricette più antiche del mondo. Ed ecco che come per magia spunta fuori lui! Il Brezel!

Partiamo dalle origini. Non mi vergogno a dire che nella mia testa questo biscottone provenisse esclusivamente dalla Germania ma come spesso succede, era sbagliato.

Un paio di click è scopro che il biscottone salato nel 610 d.C. veniva cotto e mangiato (come la Parodi) nei monasteri del nord Italia e di quelli francesi questa data, rende il Brezel la merenda più antica del mondo.  

Le origini della merenda più antica del mondo.

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Asia, Ricette, Secondi Piatti

salsiccia di bra e rapa cinese

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Danqing, la mia amica cinese, due settimane fa è venuta a mangiare a casa mia. No, aspetta ho sbagliato è venuta a cucinare a casa mia. Lei era di ritorno da Porta Palazzo e con se aveva un po’ di verdura asiatica e io invece avevo ancora un po’ di salsiccia di Bra, regalata da un amico. Poco dopo ci siamo trovati in cucina e ci siam detti “facciamo qualcosa per Insipido?” Dopo 30 minuti, io dietro la reflex e lei dietro i fornelli è uscito questo piatto fusion velocissimo e super gustoso.
Salsiccia di Bra con rapa cinese e zenzero..

Come dicono in piemonte allora “Nihao!”

Andiamo a vedere la ricetta!

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I 5 CONSIGLI PER UN BUON BBQ

BBQ

 

Con il bel tempo e la bella stagione la grigliata con mille chili di carne e verdura è d’obbligo. Parti da casa dicendo a tutti i tuoi amici “ehi seguitemi conosco un posto isolato, dove non ci va mai nessuno” e poi invece ci trovi almeno 763 persone che sono già al dolce. Quindi preparate la pancia bianca da mettere al sole e le pennichelle sulla copertina perché oggi vi daremo i 5 consigli per preparare un buon BBQ.

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Antipasti, Asia, Contorni, Ricette

Lomi Lomi

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Probabilmente sarà l’effetto di #Expo2015 o semplicemente l’avvicinarsi dell’estate. Però oggi ho preparato un antipastino/contornino classico hawaiano. L’insalata Lomi Lomi è terribilmente fresca e gustosa ma soprattutto replicabile in pochi minuti. Questa volta non accenderete nemmeno i fornelli! La cucina hawaina è un melting pot di ingredienti e gusti portati sull’isola dagli immigrati, asiatici soprattutto.

Come dicono in piemonte però”haloa Balengo!” Andiamo a vedere la ricetta!

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China, Primi Piatti, Ricette

Noodles con Carne e Verdure

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Mi sono imbattuto in una ricetta asiatica. Sicuramente non ho rispettato tutte le regole ma è anche vero che amo il Fusion. Quindi sabato sera ho invitato due amici a casa e avendo comprato dei noodles la settimana prima mi son detto perché non farli?

Come dicono in piemonte “你已经翻译好!!!!”

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China, Ricette, Secondi Piatti

Dongpo

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Quella cinese è una delle cucine più gettonate ma allo stesso tempo una delle più controverse: è una delle cucine più note e più apprezzate del mondo, assieme a quella italiana. Ma è anche oggetto di luoghi comuni semplicistici e limitanti, nonché di pregiudizi e diffidenze prive di fondamento. Quello che noi in Italia conosciamo come un insieme di piatti strafritti e zuppi d’olio, tanto da farci temere di non passare indenni la “prova gabinetto” della mattina successiva, è in realtà una cultura gastronomica con radici millenarie, testimone di antichi saperi, saggezza contadina, che ci offre un immenso corollario di aneddoti, curiosità e vicende storiche. Continue Reading

Ricette, Secondi Piatti

Tournedos di manzo al ricordo di Svezia

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Il manzo lardellato è un mio cavallo di battaglia nasce stranamente da un viaggio in Svezia dove conobbi e mi innamorai perdutamente della senapata di pere. Però li la mangiai accostata ad un trancio di aringa affumicata all’aneto.

Tornato nella mia amata cucina iniziai a sperimentare piatti con cui poter abbinare questa stravagante salsa e mi dissi perché non con la tenerezza della carne di manzo e l’affumicato della pancetta che tanto ricordava l’aringa nordica?

Così con l’aggiunta di un ramo di rosmarino nacque la versione piemontese di un gran piatto Svedese.

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I 5 super frutti che ti faranno campare a lungo

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Vuoi vivere fino a cent’anni?Allora mangia tutti i giorni almeno uno di questi frutti. Vari studi americani e di tutto il mondo hanno stilato classifiche di cibi che allungano la vita o che semplicemente aiutano a prevenire malattie.

Se esistono cibi che se mangiati in continuazione possono ucciderti in meno di 6 mesi esistono per fortuna anche cibi che hanno il potere inverso.

Ecco i 5 super frutti che dovresti mangiare tutti i giorni per campare assai! Oh ma proprio a lungo..

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Primi Piatti, Ricette

Pasta fresca al bianconero di seppia

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Il cuore di Torino batte per il derby di domenica. E nel cuore di Torino, in pieno San Salvario, uno chef, Roberto Notarpietro con i suoi amici da giorni pensa solo alla Partita. Il pensiero di un cuoco, anche se si parla di calcio, diventa inevitabilmente cibo, cucina, passione per le cose buone ed esperimento culinario. Così, al Boja Faus di via Saluzzo 48 nascono due ricette per celebrare Toro-Juve. Due primi, una pasta e un risotto, a tinte granata e bianconere. Che la sfida, gustosa più che mai, abbia inizio!

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Primi Piatti, Ricette

Risotto Granata

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Il cuore di Torino batte per il derby di domenica. E nel cuore di Torino, in pieno San Salvario, uno chef, Roberto Notarpietro con i suoi amici da giorni pensa solo alla Partita. Il pensiero di un cuoco, anche se si parla di calcio, diventa inevitabilmente cibo, cucina, passione per le cose buone ed esperimento culinario. Così, al Boja Faus di via Saluzzo 48 nascono due ricette per celebrare Toro-Juve. Due primi, una pasta e un risotto, a tinte granata e bianconere. Che la sfida, gustosa più che mai, abbia inizio!

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Dessert & Dolci, Ricette

Zuppa Inglese

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Mi sono ritrovato quasi per caso a fare questa ricetta. Mia mamma mi aveva chiesto di aiutarla nella preparazione di un dolce per una festa, le intenzioni erano proprio quelle di fare la Zuppa Inglese. Non essendo un grande cuoco di dolci, ammetto di ignorare molte delle origini dei dessert ma sulla provenienza della zuppa inglese non avevo dubbi. Però poi per scrupolo ho iniziato la mia ricerca, scoprendo invece che Francia, Inghilterra e Italia si contendono la paternità della zuppa inglese.  Insomma dietro questo dolce si nasconde un enigma internazionale!

I francesi sostengono che sia stato inventato durante la guerra dei cent’anni,  per deridere i rivali inglesi. Continue Reading